Capelli grassi: lavarli meno serve davvero?

Quando i capelli diventano unti rapidamente, può venire spontaneo cercare di rimandare il più possibile lo shampoo.

L’idea è piuttosto diffusa: se li lavo meno, forse con il tempo si sporcheranno meno.

Ma è davvero così?

La risposta più corretta è che non ci sono buone evidenze che diradare i lavaggi “abitui” una cute grassa a produrre meno sebo.

Ha più senso capire quanto rapidamente il sebo si accumula e adattare la frequenza dei lavaggi alle caratteristiche della propria cute e dei propri capelli.

Quando diciamo “capelli grassi”, in realtà da dove arriva il sebo?

Il sebo viene prodotto dalle ghiandole sebacee della cute, cioè del cuoio capelluto, e successivamente si distribuisce anche sui capelli.

La sua presenza è del tutto normale.

Il sebo contribuisce alla protezione e alla lubrificazione della cute e del capello. Il problema, quindi, non è semplicemente che esista, ma quanto rapidamente viene prodotto e accumulato.

È per questo che due persone possono avere esigenze di lavaggio molto diverse.

Lavare meno può “abituare” la cute a produrre meno sebo?

È una delle convinzioni più diffuse.

Secondo questa idea, lavando frequentemente i capelli si eliminerebbe troppo sebo e le ghiandole sebacee reagirebbero producendone ancora di più.

È una spiegazione intuitiva, ma non abbiamo buone evidenze per considerare dimostrato questo meccanismo.

Questo significa che non c’è una buona ragione per lasciare volontariamente una cute molto grassa senza lavarla nella speranza che impari progressivamente a produrre meno sebo.

La domanda più utile diventa quindi un’altra:

quando ho realmente bisogno di lavare i capelli e con quale tipo di detersione?

Quante volte bisogna lavare i capelli grassi?

Non esiste un numero valido per tutti.

La frequenza può cambiare in base a:

  • quantità di sebo prodotto;
  • tipo e caratteristiche del capello;
  • attività fisica e sudorazione;
  • prodotti di styling utilizzati;
  • età;
  • abitudini quotidiane;
  • risposta individuale della cute alla detersione.

Per alcune persone possono bastare pochi lavaggi alla settimana.

Chi ha una cute particolarmente grassa può invece avere bisogno di lavare i capelli più frequentemente, anche ogni giorno o a giorni alterni.

Il fatto di avere bisogno di uno shampoo frequente, quindi, non significa automaticamente che si stiano lavando “troppo” i capelli.

Se li lavi spesso, la detersione diventa ancora più importante

Frequenza e aggressività non sono la stessa cosa.

Una persona può avere bisogno di detergere spesso la cute senza che questo significhi dover utilizzare ogni volta il prodotto più sgrassante possibile.

Ed è proprio quando i lavaggi sono frequenti che la tollerabilità della formulazione acquista maggiore importanza.

Un detergente troppo aggressivo può favorire sensazioni di secchezza, tensione, prurito o irritazione.

Per questo l’obiettivo dovrebbe essere:

rimuovere adeguatamente l’eccesso di sebo senza sottoporre inutilmente la cute a una detersione più aggressiva del necessario.

Se la cute è molto grassa serve allora uno shampoo più “forte”?

Non necessariamente.

Una cute molto sebacea ha bisogno di una detersione efficace.

Ma più sgrassante non significa automaticamente più adatto.

Lo shampoo dovrebbe riuscire a rimuovere in modo adeguato sebo, sudore e residui accumulati, rimanendo contemporaneamente ben tollerato dalla cute.

In altre parole, non bisogna scegliere tra:

“pulire molto”

oppure

“essere delicati”.

Una formulazione ben costruita dovrebbe cercare il miglior equilibrio possibile tra le due esigenze.

Delicato non significa incapace di detergere

Anche l’estremo opposto può essere poco utile.

Se uno shampoo è così blando da non riuscire a rimuovere adeguatamente l’accumulo presente su una cute molto sebacea, potrebbe semplicemente non essere adatto a quella necessità.

Per questo la scelta dovrebbe considerare contemporaneamente:

  • capacità detergente;
  • frequenza d’uso;
  • tollerabilità della cute;
  • caratteristiche delle lunghezze.

Quest’ultimo punto è particolarmente importante.

Cute e lunghezze non hanno necessariamente le stesse esigenze.

È possibile, per esempio, avere una cute che diventa rapidamente grassa e contemporaneamente lunghezze sensibilizzate o più secche.

“Senza solfati” significa automaticamente più delicato?

No.

Non è possibile stabilire quanto uno shampoo sia delicato osservando soltanto la presenza o l’assenza di una singola famiglia di tensioattivi.

Conta la formulazione nel suo insieme: il sistema detergente utilizzato, le concentrazioni, la combinazione degli ingredienti, il pH e il modo in cui il prodotto viene formulato.

Per questo ridurre il ragionamento a:

solfati = aggressivi

e

senza solfati = delicato

rischia di essere una semplificazione.

La domanda più utile resta:

quanto efficacemente deterge quella formulazione e come viene tollerata da quella cute?

Lasciare il sebo sulla cute più a lungo la protegge?

Non necessariamente.

Tra un lavaggio e l’altro sulla cute non si accumula soltanto sebo.

Possono essere presenti anche sudore, cellule cornee, residui di prodotti cosmetici e particelle provenienti dall’ambiente.

Per questo lavare meno non equivale automaticamente a proteggere maggiormente la cute.

Se i capelli e il cuoio capelluto hanno realmente bisogno di essere detersi, rimandare lo shampoo per rispettare un numero prestabilito di giorni non offre necessariamente un vantaggio.

Capelli grassi e dermatite seborroica sono la stessa cosa?

No.

Avere capelli che diventano rapidamente unti non significa automaticamente avere una dermatite seborroica.

La dermatite seborroica è una condizione infiammatoria e può presentarsi con segni come desquamazione, prurito, arrossamento e squame anche untuose o giallastre. La diagnosi appartiene all’ambito dermatologico.

Questa distinzione è importante perché cambia anche ciò che ha senso fare.

Una cute semplicemente sebacea può richiedere soprattutto una routine cosmetica adeguata.

Quando invece sono presenti sintomi persistenti o importanti, continuare semplicemente a cambiare shampoo può non essere la risposta corretta.

Quando è meglio rivolgersi al dermatologo?

Se all’untuosità si associano in modo persistente:

  • prurito;
  • arrossamento;
  • desquamazione importante;
  • croste o squame;
  • irritazione ricorrente;
  • lesioni della cute;
  • un peggioramento che non si risolve modificando la normale routine cosmetica;

è opportuno valutare il problema con un dermatologo.

Condizioni come la dermatite seborroica possono richiedere trattamenti specifici, compresi shampoo medicati, e non vanno confuse con una semplice tendenza della cute a produrre molto sebo.

Quindi: lavarli meno serve davvero?

Se lo scopo è abituare una cute grassa a produrre progressivamente meno sebo, non abbiamo buone evidenze per dire che questa strategia funzioni.

È più sensato osservare quanto rapidamente i capelli diventano oleosi e adattare la frequenza dei lavaggi a quella necessità.

E più i lavaggi diventano frequenti, più diventa importante trovare una detersione che sia allo stesso tempo efficace e ben tollerata.

Quindi:

non è necessario resistere al lavaggio per principio, ma non serve neppure inseguire a ogni costo la sensazione di una cute completamente “sgrassata”.

L’obiettivo è pulire quanto serve, nel modo più adatto a quella cute.

Prima della tecnica, per noi

Prima di scegliere uno shampoo o un trattamento, per noi è importante capire che cosa stiamo osservando davvero.

Quanto rapidamente compare il sebo, come reagisce la cute dopo il lavaggio, se sono presenti prurito o desquamazione e quali sono invece le condizioni delle lunghezze.

Perché due persone che dicono “ho i capelli grassi” possono avere esigenze molto diverse.

Prima di trattare una condizione, bisogna prima capire che cosa quella cute sta realmente mostrando.

REVISIONE TECNICA

Daniele Moscaroli