Caduta dei capelli in autunno: quando è normale e quando preoccuparsi?

Arriva settembre, cambiano le temperature e molte persone iniziano a notare più capelli sulla spazzola, nella doccia o tra le mani durante l’asciugatura.

La domanda viene quasi spontanea:

“È normale perché siamo in autunno oppure dovrei preoccuparmi?”

Una maggiore caduta tra la fine dell’estate e l’autunno è un fenomeno osservato e documentato. Questo però non significa che qualsiasi aumento della perdita di capelli possa essere spiegato semplicemente con il cambio di stagione.

La cosa più utile non è iniziare a contarli uno per uno.

È capire se quello che stiamo vedendo assomiglia a un cambiamento temporaneo oppure se ci sono segnali che meritano maggiore attenzione.

È vero che in autunno cadono più capelli?

Sì, in alcune persone può accadere.

I capelli non crescono tutti contemporaneamente: ciascuno attraversa diverse fasi e, a un certo punto, termina naturalmente il proprio ciclo e cade.

Gli studi sul ciclo del capello hanno osservato variazioni durante l’anno e, in particolare, una maggiore presenza di capelli prossimi alla caduta tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.

Questo può tradursi, alcune settimane dopo, nella sensazione di perdere più capelli del solito.

Ma non significa che debba succedere a tutti nello stesso modo.

C’è chi nota chiaramente la differenza e chi quasi per nulla.

Perché proprio a settembre o in autunno?

La risposta non è così semplice come a volte viene raccontata.

Si parla spesso del sole estivo, del caldo o del cambio delle ore di luce. Sono state osservate associazioni tra il periodo dell’anno e il ciclo del capello, ma sarebbe troppo semplicistico dire:

“I capelli cadono in autunno perché il sole li ha rovinati durante l’estate.”

Sole, mare, cloro e calore possono sicuramente influire sulla qualità della fibra e aumentarne secchezza o fragilità.

Ma rompere un capello e perderlo dalla radice non sono la stessa cosa.

E la normale stagionalità della caduta non può essere spiegata con una sola causa.

Quanti capelli è normale perdere?

Si legge spesso che è normale perdere circa 50–100 capelli al giorno.

Può essere un riferimento orientativo, ma non dovrebbe trasformarsi in una regola matematica.

Contare i capelli è molto meno utile di quanto sembri.

Il numero che vediamo può cambiare molto in base a:

  • quanto spesso laviamo i capelli;
  • quanto frequentemente li spazzoliamo;
  • quanto sono lunghi;
  • quanta densità abbiamo;
  • quanti capelli caduti rimangono intrappolati nella massa prima di essere eliminati durante il lavaggio.

Chi lava i capelli ogni tre o quattro giorni, per esempio, potrebbe vederne molti insieme nella doccia semplicemente perché si sono accumulati dall’ultimo lavaggio.

Per questo è spesso più utile chiedersi:

“Sto perdendo molti più capelli rispetto a quello che è normale per me?”

Come capire se può essere semplicemente una caduta stagionale?

Una maggiore caduta legata alla stagione tende ad avere alcune caratteristiche rassicuranti.

Può aumentare rispetto al proprio normale, ma dovrebbe essere temporanea e non accompagnarsi a un evidente cambiamento della densità dei capelli.

In altre parole:

vedere più capelli durante il lavaggio non significa automaticamente che la chioma si stia diradando.

È soprattutto l’andamento nel tempo che conta.

Se dopo un periodo la situazione tende a rientrare e non si osservano zone più vuote o un progressivo impoverimento della massa, è più plausibile trovarsi davanti a una variazione temporanea.

Quando “è il cambio di stagione” non basta più come spiegazione

La stagione non dovrebbe diventare una risposta automatica a tutto.

Vale la pena prestare maggiore attenzione quando si nota, per esempio:

  • una caduta molto più intensa del proprio abituale;
  • una situazione che continua senza migliorare;
  • una diminuzione percepibile della densità;
  • una scriminatura che appare progressivamente più larga;
  • zone localizzate dove i capelli sembrano mancare;
  • un arretramento o cambiamento evidente dell’attaccatura;
  • prurito, dolore, forte arrossamento o altre alterazioni della cute.

In questi casi attribuire tutto all’autunno potrebbe semplicemente far perdere tempo.

Anche ciò che è successo qualche mese prima può essere importante

Quando si parla di caduta dei capelli, il momento in cui la notiamo non coincide necessariamente con il momento in cui è iniziato il processo che l’ha provocata.

Una maggiore perdita può comparire dopo eventi avvenuti anche alcune settimane o mesi prima.

Per esempio:

  • una malattia importante;
  • febbre alta;
  • un intervento chirurgico;
  • una forte perdita di peso;
  • un periodo di stress particolarmente intenso;
  • il parto;
  • cambiamenti importanti nell’organismo o nell’alimentazione.

Questo non significa che ogni episodio di caduta abbia necessariamente una di queste cause.

Significa però che, quando la perdita è importante o persiste, guardare soltanto alla stagione può essere riduttivo.

Caduta e rottura non sono la stessa cosa

Un altro aspetto che può creare confusione è vedere molti capelli nella spazzola e pensare immediatamente alla caduta.

A volte una parte di quello che osserviamo può essere rottura della fibra, soprattutto dopo estate, sole, mare, trattamenti chimici, calore o capelli particolarmente sensibilizzati.

Un capello che cade perché ha completato il proprio ciclo e un capello che si spezza lungo la lunghezza sono due fenomeni diversi.

E richiedono ragionamenti diversi.

Questo tema merita un approfondimento specifico, perché distinguere caduta e rottura è uno dei primi passi per capire cosa stiamo davvero osservando.

Serve fare subito un trattamento anticaduta?

Non necessariamente.

Vedere più capelli in un periodo dell’anno non significa automaticamente che serva iniziare immediatamente fiale, shampoo, integratori o altri trattamenti.

Prima bisogna capire che cosa sta succedendo.

Se si tratta di una normale variazione stagionale, la situazione può essere transitoria.

Se invece la caduta è importante, persistente o accompagnata da diradamento, la priorità non dovrebbe essere scegliere il prodotto più promettente, ma capire la causa.

E quando il problema entra nel terreno della perdita vera e propria dei capelli, la figura corretta a cui rivolgersi è il dermatologo.

Quando è meglio rivolgersi al dermatologo?

Non serve aspettare che la situazione diventi grave.

Una valutazione dermatologica è particolarmente indicata se:

  • la caduta continua per un periodo prolungato;
  • aumenta invece di diminuire;
  • compare un diradamento evidente;
  • ci sono zone localizzate con perdita di capelli;
  • la cute presenta sintomi persistenti;
  • la perdita è comparsa dopo un evento importante per la salute;
  • la situazione provoca preoccupazione e non è chiaro cosa stia succedendo.

Il dermatologo può valutare aspetti che un parrucchiere non può e non deve diagnosticare.

Quindi: quando è normale e quando bisogna preoccuparsi?

Una maggiore caduta tra fine estate e autunno può essere fisiologica.

Il punto non è stabilire una soglia rigida di capelli da contare ogni giorno.

È osservare se:

la situazione è temporanea, diffusa e non modifica visibilmente la densità

oppure se:

la perdita persiste, aumenta o comincia a produrre un cambiamento evidente della chioma.

In quest’ultimo caso, la stagione non è più una spiegazione sufficiente.

Prima della tecnica, per noi

Quando una persona ci dice “mi stanno cadendo tantissimi capelli”, per noi il primo passo non è proporre subito un trattamento.

È cercare di capire che cosa sta realmente osservando.

Da quanto tempo succede?

È una caduta diffusa?

La massa sembra cambiata?

Ci sono anche capelli spezzati?

La cute mostra qualcosa di diverso dal solito?

Sono domande che possono aiutare a orientarsi.

Ma quando emergono segnali che vanno oltre una normale variazione cosmetica, il nostro ruolo è anche sapere dove fermarci e consigliare la figura professionale corretta.

Perché informarsi bene significa anche non attribuire tutto alla stagione e non promettere ciò che un trattamento cosmetico non può garantire.

REVISIONE TECNICA

Daniele Moscaroli