Balayage e mèches servono entrambi a creare schiariture, ma non descrivono necessariamente lo stesso tipo di risultato.
La differenza più utile da capire non è soltanto come viene applicato il prodotto, ma soprattutto:
- dove compare la luce;
- quanto è evidente il contrasto;
- quanto uniforme o irregolare è la distribuzione;
- come crescerà il risultato nel tempo;
- quanta manutenzione si desidera.
Per questo chiedersi semplicemente “balayage o mèches?” può non essere sufficiente.
Prima conviene capire che effetto vuoi ottenere.
Qual è la differenza tra balayage e mèches?
In termini generali, le mèches identificano schiariture realizzate attraverso ciocche selezionate e distribuite nella capigliatura.
Possono partire molto vicino alla radice e creare un disegno più regolare e riconoscibile.
Il balayage viene invece associato a una distribuzione della luce più libera e sfumata, spesso progettata per creare passaggi meno netti tra base naturale e zone schiarite.
Ma nella pratica moderna i confini possono essere meno rigidi di quanto sembri.
Tecniche differenti possono essere combinate e personalizzate per arrivare allo stesso obiettivo visivo.
Per questo il nome della tecnica non racconta sempre da solo il risultato finale.
Le mèches sono sempre più evidenti del balayage?
No.
Dipende da:
- dimensione delle ciocche;
- distanza tra una schiaritura e l’altra;
- livello di schiaritura;
- colore di partenza;
- contrasto desiderato;
- quantità complessiva di capelli coinvolta.
Mèches molto sottili possono creare un effetto estremamente delicato.
Allo stesso modo, un balayage molto chiaro e contrastato può risultare decisamente evidente.
Quindi:
mèches non significa automaticamente “effetto a righe”
e
balayage non significa automaticamente “naturale”.
Cosa cambia vicino alla radice?
È uno degli aspetti che possono differenziare maggiormente il risultato.
Una schiaritura costruita molto vicino alla radice tende a mostrare prima la crescita naturale dei capelli.
Quando invece la luce viene fatta partire in modo più sfumato o a diverse altezze, la ricrescita può integrarsi più facilmente nel disegno.
Questo è uno dei motivi per cui molte persone associano il balayage a una manutenzione più morbida.
Ma anche qui conta come è stato progettato il lavoro, non semplicemente il suo nome.
Quale delle due tecniche richiede meno manutenzione?
Spesso un risultato molto sfumato può essere mantenuto più a lungo senza che la ricrescita appaia netta.
Ma la manutenzione dipende anche da:
- quanto chiaro vuoi restare;
- quanta luminosità desideri vicino al viso;
- quanto velocemente crescono i capelli;
- differenza tra base naturale e schiaritura;
- durata del tono;
- stato delle lunghezze.
Quindi non esiste una tecnica universalmente “a bassa manutenzione”.
Esistono risultati progettati per crescere in modo più o meno evidente.
E le babylights?
Le babylights sono schiariture molto sottili.
Il loro obiettivo è generalmente creare una luminosità fine e diffusa, evitando separazioni troppo evidenti tra le ciocche.
Possono essere utilizzate:
- vicino al viso;
- nelle zone superiori;
- per fondere una schiaritura precedente;
- per aumentare gradualmente la luminosità.
Non sono necessariamente un’alternativa assoluta al balayage.
Possono anche essere utilizzate all’interno dello stesso progetto di colore.
E le microlights?
Il termine microlights viene utilizzato per descrivere schiariture estremamente fini e controllate.
Anche qui, più che il nome, conta il risultato che si vuole ottenere.
Una tecnica molto sottile può essere utile quando si cerca:
- luce molto diffusa;
- transizioni delicate;
- poca separazione visibile tra le ciocche;
- una costruzione progressiva del biondo.
Ma non significa automaticamente che sia la scelta migliore per tutti.
Il confine tra babylights e microlights non è sempre definito nello stesso modo da tutti i professionisti. In alcuni casi i due termini vengono distinti, in altri vengono usati per descrivere lavori molto simili. Per questo, più del nome, conta capire come verrà costruita la luce: quanto fine sarà la selezione, dove verrà posizionata e quanto contrasto si vuole ottenere.
Balayage, babylights e microlights possono essere usati insieme?
Sì.
Questa è una delle ragioni per cui scegliere una tecnica da un elenco può essere fuorviante.
Un progetto può utilizzare più modalità di schiaritura contemporaneamente:
- una distribuzione più libera sulle lunghezze;
- ciocche molto fini vicino al viso;
- zone più luminose;
- altre lasciate intenzionalmente più profonde.
La tecnica diventa quindi uno strumento per costruire il risultato, non necessariamente il risultato stesso.
Quale scegliere se voglio un effetto naturale?
“Naturale” può significare cose diverse.
Per qualcuno significa:
- poca differenza rispetto alla base;
- luce concentrata sulle punte.
Per qualcun altro:
- molte ciocche sottili;
- luminosità diffusa;
- nessun contrasto netto.
Per questo è più utile descrivere:
quanto vuoi essere chiara, dove vuoi vedere la luce e quanto vuoi che il risultato si noti
piuttosto che chiedere semplicemente “balayage”.
Quale scegliere se voglio diventare molto più chiara?
Quando l’obiettivo è aumentare molto la quantità complessiva di biondo, può essere necessario coinvolgere una parte maggiore della capigliatura.
A quel punto la scelta tecnica dipende anche da:
- base naturale;
- capelli già colorati;
- vecchie schiariture;
- condizione della fibra;
- risultato che si vuole raggiungere;
- possibilità di costruirlo in una o più sedute.
Il nome della tecnica diventa quindi secondario rispetto alla fattibilità del progetto.
Come scegliere allora tra balayage e mèches?
Prima di scegliere la tecnica può essere più utile rispondere ad alcune domande:
- Quanto voglio che la schiaritura si veda?
- Dove voglio vedere più luce?
- Voglio luminosità anche vicino alla radice?
- Quanto contrasto mi piace?
- Come voglio che il colore cresca nei mesi successivi?
- Quanto spesso voglio occuparmi del mantenimento?
- In che condizioni sono oggi i miei capelli?
Dalle risposte può emergere che serve un balayage, delle mèches, delle babylights, delle microlights oppure una combinazione di tecniche.
E se l’obiettivo è valorizzare i capelli bianchi?
Non tutte le schiariture nascono per creare contrasto o aggiungere semplicemente luce.
Quando i capelli bianchi sono già presenti, l’obiettivo può essere diverso: invece di coprirli, si può lavorare per integrarli nel colore complessivo, accompagnando gradualmente la capigliatura verso tonalità che dialoghino meglio con il bianco naturale.
In BROSS, per questo tipo di percorso utilizziamo anche il White Melting: un approccio pensato per fondere progressivamente capelli bianchi e colore, fino, quando desiderato e tecnicamente possibile, ad accompagnare la capigliatura verso un risultato molto chiaro o completamente bianco.
Anche in questo caso, la tecnica viene dopo la domanda iniziale: vuoi coprire i capelli bianchi, integrarli o accompagnarli verso un risultato più chiaro?
Approfondisci
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- Quanto dura il balayage e ogni quanto va rifatto?
Prima della tecnica, per noi
In BROSS il nome della tecnica viene dopo.
Prima cerchiamo di capire quanta luce vuoi vedere, dove vuoi vederla e come vuoi che il risultato viva nel tempo.
Solo a quel punto scegliamo gli strumenti necessari per costruirlo.
Perché due persone che chiedono entrambe un balayage possono aver bisogno di due progetti completamente diversi.