Quando iniziamo a vedere più capelli nella doccia o sulla spazzola, una delle prime reazioni è cercare qualcosa che possa fermare la caduta.
Shampoo anticaduta, fiale, sieri, lozioni: l’offerta è enorme e, spesso, anche le promesse lo sono.
La domanda quindi viene spontanea:
funzionano davvero?
La risposta più corretta non è semplicemente sì o no.
Alcuni prodotti e alcune formulazioni hanno mostrato risultati interessanti, ma la parola “anticaduta”, da sola, non ci dice quanto un prodotto sia efficace, per quale tipo di problema sia stato studiato e, soprattutto, se sia adatto a quello che sta succedendo ai nostri capelli.
Prima del prodotto, quindi, viene una domanda più importante:
che tipo di perdita stiamo osservando?
Non tutte le cadute sono uguali
Perdere più capelli può succedere per motivi diversi.
Può esserci una maggiore caduta temporanea, come abbiamo visto parlando del cambio di stagione, oppure una situazione legata a eventi avvenuti nei mesi precedenti.
In altri casi può esserci un vero cambiamento della densità, qualcosa che continua nel tempo o che merita una valutazione dermatologica.
E poi c’è la rottura: possiamo trovare molti capelli nella spazzola anche quando una parte del problema riguarda la fibra e non la perdita dal cuoio capelluto.
Per questo comprare semplicemente un prodotto con scritto “anticaduta” rischia, qualche volta, di partire dalla risposta prima ancora di aver capito la domanda.
Shampoo, fiala o siero: il formato non ci dice se funziona
Uno shampoo viene applicato e risciacquato, una fiala o un siero rimangono generalmente più a lungo sul cuoio capelluto.
È una differenza reale, ma non significa automaticamente che:
la fiala funziona e lo shampoo no.
“Shampoo”, “fiala” e “siero” ci dicono come utilizziamo un prodotto, non quanto sia efficace.
Quello dipende dalla formulazione, dagli ingredienti utilizzati, dalle loro concentrazioni, dal modo in cui sono stati combinati e, soprattutto, dalle prove effettuate su quel prodotto.
Due cosmetici che riportano entrambi la parola “anticaduta” sulla confezione possono quindi avere alle spalle livelli di evidenza molto diversi.
Esistono cosmetici anticaduta con studi interessanti?
Sì.
Esistono formulazioni cosmetiche che, in studi specifici, hanno mostrato miglioramenti su alcuni parametri legati alla caduta o alla condizione dei capelli.
Questo però non significa che possiamo prendere il risultato ottenuto con una determinata formula e trasferirlo automaticamente a qualunque prodotto che contenga lo stesso ingrediente.
È una distinzione importante.
Leggere, per esempio, che un certo attivo è stato studiato non significa necessariamente che qualsiasi shampoo o fiala che lo riporti in etichetta produca lo stesso risultato.
Contano la formulazione completa, la quantità presente, il modo in cui viene utilizzato il prodotto e le condizioni nelle quali è stato studiato.
Per questo, quando si parla di efficacia cosmetica, “promettente” e “dimostrato” non sono sempre la stessa cosa.
Cosa può fare davvero un buon cosmetico?
Dipende dal prodotto e dall’obiettivo per cui è stato formulato.
Un cosmetico ben costruito può contribuire a mantenere il cuoio capelluto in buone condizioni, migliorare alcune caratteristiche della fibra, ridurre fragilità e rottura e, nel caso di specifiche formulazioni studiate per questo scopo, mostrare risultati interessanti anche sulla quantità di capelli persi.
Ma qui conviene distinguere bene tre risultati che possono sembrare simili:
meno capelli spezzati,
meno capelli che vengono persi,
nuova crescita di capelli.
Non sono la stessa cosa.
Se una fibra si rompe meno, per esempio, possiamo trovare meno capelli nella spazzola e percepire una chioma più piena, ma questo non significa necessariamente che siano cresciuti nuovi capelli.
È proprio questo tipo di distinzione che aiuta a leggere in modo più realistico le promesse di un prodotto.
Se un prodotto “ha funzionato su di me”, significa che è efficace?
È un’informazione interessante, ma da sola non basta a dimostrarlo.
Immaginiamo una caduta temporanea che, per sua natura, avrebbe cominciato a ridursi dopo qualche mese.
Nello stesso periodo iniziamo a usare una fiala.
La caduta diminuisce e, naturalmente, siamo portati a pensare:
“È stata la fiala.”
Può darsi che abbia contribuito.
Ma può anche darsi che la situazione stesse già tornando verso la normalità.
È uno dei motivi per cui le testimonianze personali possono essere utili per raccontare un’esperienza, ma non hanno lo stesso valore di uno studio che prova a distinguere l’effetto del prodotto dal naturale andamento del fenomeno.
Naturale significa più efficace?
Non necessariamente.
E vale anche il contrario: “sintetico” non significa automaticamente migliore o peggiore.
Esistono ingredienti di origine vegetale studiati con risultati interessanti, così come esistono molte formulazioni naturali per le quali le prove disponibili sono ancora limitate.
Il punto, quindi, non dovrebbe essere scegliere tra naturale e chimico.
Dovrebbe essere chiedersi:
che cosa sappiamo davvero di quella formulazione e del risultato che promette?
Un cosmetico e una terapia medica non sono la stessa cosa
Questo è probabilmente il confine più importante.
Un cosmetico può accompagnare la cura dei capelli e del cuoio capelluto e alcune formulazioni possono avere evidenze interessanti.
Ma quando una perdita è persistente, progressiva, localizzata o sta producendo un diradamento evidente, continuare semplicemente a cambiare shampoo o fiale può farci perdere il punto centrale:
capire perché sta succedendo.
In questi casi la valutazione spetta al dermatologo, che può stabilire se esiste una condizione che richiede un intervento diverso da quello cosmetico.
Non perché il cosmetico sia necessariamente inutile, ma perché non tutti i problemi dei capelli appartengono al cosmetico.
Come leggere allora una promessa “anticaduta”?
Senza diventare esperti di formulazione, possiamo farci qualche domanda semplice.
Il prodotto promette di:
- ridurre la rottura?
- migliorare la qualità della fibra?
- ridurre la quantità di capelli persi?
- contribuire al benessere del cuoio capelluto?
- oppure suggerisce una vera ricrescita?
Sono promesse differenti e richiedono prove differenti.
Anche frasi molto simili sulla confezione possono raccontare azioni diverse.
Prima ancora di chiedersi se il prodotto “funziona”, quindi, vale la pena capire che cosa sostiene realmente di fare.
Quindi: shampoo e fiale anticaduta funzionano?
Alcuni prodotti possono avere un ruolo utile e alcune formulazioni hanno alle spalle evidenze interessanti.
Ma “anticaduta” non è una garanzia di efficacia universale.
Conta che cosa contiene quel prodotto, come è formulato, per quale risultato è stato studiato e, soprattutto, quale problema stiamo cercando di affrontare.
Se il fenomeno è principalmente rottura, servirà ragionare sulla fibra.
Se stiamo attraversando una maggiore caduta temporanea, dobbiamo considerare anche il suo naturale andamento.
Se invece la perdita continua, aumenta o modifica visibilmente la densità, la priorità non dovrebbe essere trovare una fiala più forte.
Dovrebbe essere capire la causa.
Prima della tecnica, per noi
Quando qualcuno ci chiede:
“Qual è il miglior prodotto anticaduta?”
per noi la risposta non dovrebbe iniziare dal nome di un prodotto.
Prima cerchiamo di capire che cosa quella persona sta osservando.
Da quanto tempo succede?
La densità sta cambiando?
I capelli cadono interi oppure si stanno anche spezzando?
La cute mostra qualcosa di diverso dal solito?
Solo dopo ha senso ragionare su ciò che un cosmetico può realisticamente fare.
Perché un buon prodotto può essere un supporto, qualche volta anche molto interessante, ma la promessa più grande non è necessariamente quella più utile.
E sapere dove finisce il cosmetico, quando serve e quando invece è corretto fermarsi fa parte, per noi, dello stesso modo di prendersi cura dei capelli.